Rome, May 28 1606

Between the hours of seven and ten in the evening, Michelangelo Merisi da Caravaggio, painter and scholar of S. Luca, after a quarrel during a game of tennis, mortally injured Ranuccio Tommasoni. In reality, the game of tennis was only a pretense: Caravaggio had had a relationship with Lavinia Giugioli, wife of Tommasoni, from which issued a daughter. But that wasn’t all: Tommasoni would have hated Caravaggio also for “professional” motivations. Despite originating from a wealthy family, Tommasoni was reputedly stopped by the Vatican police in the company of a prostitute. Determined to be her pimp, he was put in the company of and competition with Caravaggio, who during his Roman sojourn would have engaged in the same profession.

 

Lavinia was not the only lover of Caravaggio. Maddalena Antognetti, called “Lena,” described in various chronicles as a “lover of Michelangelo” will be one of the models depicted in some of Caravaggio’s most famous paintings. Young Lena was previously the lover of the Cardinal Montalto, then of Monsignor Melchiorre Crescenzi and of Cardinal Peretti, nephew of Pope Sixtus V. She was part of a group of high level prostitutes which included Fillide Melandroni, Menica Calvi, and Tella Brunori.

 

To use Lena as the model for Maddalena in Estasi was a risky move, as the young woman was very well known in Rome. That the Council of Trent had specifically banned “all the licentiousness of a shamelessly beautiful figure” and notably, above all that of a prostitute, created a dangerous situation inviting many adversaries. As soon as the duel was finished, concluding with the death of Tommasoni, the conversations turned immediately to where a painter as famous as Caravaggio would flee while injured. Perhaps he found refuge with Cardinal Dal Monte (ready to set in motion a flight from Rome), or maybe he escaped to Palazzo Giustiniani, or maybe still he was at Palazzo Colonna, finishing off his Roman years right where they began. It is precisely between these palace walls he would meet some of the greatest geniuses of his day: Domenico Mazzocchi, who was in the service of Cardinal Ippolito Aldobrandini, of the Borghese family, the Cardinal Odoardo Farnese and the Cardinal Maffeo Barberini, then elected to the Pontifical throne as Urban VIII.

 

The intensity, gravity, and the emotional detachment of the Maddalena ricorre alle Lagrime cannot have been suggested by anything other than the Maddalena in estasi (Model: Maddalena Antognetti, called Lena). Along this line of thinking, it is difficult not to conjecture a visual suggestion present in many composers, Roman and not, from the beginning of the 17th century: The Crown of Thorns of Caravaggio, in the collection of the Kunsthistorisches Museum of Vienna and the cantata Queste dolenti spine of Benedetto Ferrari, a composer of Modena who worked in Rome from 1617 to 1618, or the Deposition of Christ, seen in the Vatican Museum, and the Stabat Mater of Giovanni Felice Sances, born in Rome in 1600. Or still the Nativity with Saints Laurence and Francis (model: the prostitute Fillide Melandroni), in the collection of the Oratorio of Saint Laurence in Palermo, and the Canzonetta spirituale sopra la Nanna of Tarquinio Merula of Cremona; The Annunciation, viewable in Nacy and the motet Ave Regina Caelorum of Giovanni Antonio Rigatti; The Rest during the Flight into Egypt (model: the prostitute Anna Bianchini, known as “Annuncia”) in the collection of the Galleria Doria Pamphilj in Rome, and the Ninna Nanna of Girolamo Kapsberger (1580 – 1671), the Venetian-born composer and lutenist, but active in Rome at the court of Urban VIII.

Great virtuoso of the instrument and probably the teacher of Girolamo Frescobaldi, Kapsberger represents a bridge between the music and lute-playing technique of the Renaissance and the newStylus Phantasticus of the Baroque. He is greater than both, in my opinion, incarnating in music the same spirit of innnovation and wonder that Caravaggio represents for painting.

– Diego Cantalupi, English translation by Jessica Gould

Roma, 28 maggio 1606

Tra le 19 e le 22 Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore e Accademico di S. Luca, dopo una lite durante una partita di ‘pallacorda’ (ossia di tennis), ferisce a morte Ranuccio Tommasoni. In realtà la partita di pallacorda era solo un pretesto: Caravaggio aveva avuto una relazione con Lavinia Giugioli, moglie di Tommasoni, dalla quale avrebbe avuto anche una figlia. Ma non solo: Tommasoni avrebbe odiato Caravaggio anche per motivi ‘professionali’: sebbene provenisse da un’agiata famiglia, Tommasoni era stato ripetutamente fermato dalla polizia papalina in compagnia di prostitute e segnalato come il loro protettore, entrando in concorrenza con lo stesso Caravaggio, che durante il suo soggiorno romano avrebbe esercitato la stessa professione.

Lavinia non era l’unica amante di Caravaggio: Maddalena Antognetti, in arte ‘Lena’, descritta in alcune cronache come ‘donna di Michelangelo’ sarà una delle modelle di alcuni tra i suoi dipinti più famosi.  Lena, giovanissima, era stata amante prima del cardinale Montalto, poi di monsignor Melchiorre Crescenzi e del cardinal Peretti, nipote di Sisto V; Faceva parte di un gruppo di prostitute d’alto bordo con Fillide Melandroni, Menica Calvi e Tella Brunori. Fare di Lena la "Maddalena in estasi" era una mossa rischiosa: la giovane, infatti, era un volto conosciutissimo in città. Il concilio di Trento aveva specificamente bandito «tutte le lascivie di una sfacciata bellezza nelle figure» e un volto noto, soprattutto quello di una prostituta, costituiva un pericolo, specie quando si avevano molti nemici.

 

Appena finito il duello, conclusosi con la morte di Tommasoni, si fece subito un gran parlare di dove si fosse rifugiato un pittore così famoso, per di più ferito; forse si era rifugiato dal Cardinale Dal Monte (pronto ad organizzargli una fuga da Roma), oppure era andato a Palazzo Giustiniani, oppure ancora a Palazzo Colonna, finendo i suoi anni romani dove lì aveva incominciati. E proprio tra le mura di questi palazzi incontrerà alcuni tra i più grandi virtuosi del suo tempo: Domenico Mazzocchi, che fu al servizio del cardinale Ippolito Aldobrandini, della famiglia Borghese, del cardinale Odoardo Farnese e del cardinale Maffeo Barberini, poi eletto al soglio pontificio col nome di Urbano VIII. L’intensità, l’immobile profondità e il distacco emotivo de La Maddalena ricorre alle lagrime non può che essere stata suggestionata dalla “Maddalena in estasi” (modella: Maddalena Antognetti, in arte ‘Lena).

 

Così come è difficile non pensare ad una suggestione visiva presente in alcuni compositori, romani e non, dell’inizio del XVII secolo: “L’Incoro- nazione di Spine di Caravaggio, conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna e la cantata Queste dolenti spine di Benedetto Ferrari, modenese, ma che lavorò a Roma tra il 1617 e il 1618; o la “Deposizione di Cristo”, visibile nei Musei Vaticani, e lo Stabat Mater di Giovanni Felice Sances, nato a Roma nel 1600. O ancora la “Natività con i santi Lorenzo e Francesco” (modella: la prostituta Fillide Melandroni), conservata nell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, e la Canzonetta spirituale sopra la Nanna di Tarquinio Merula, cremonese; l’‘Annunciazione’ conservata a Nancy e il mottetto Ave Regina Cælorum di Giovanni Antonio Rigatti; il “Riposo durante la fuga in Egitto” (modella: la prostituta Anna Bianchini, in arte ‘Annuccia’) conservato presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma, e la Ninna Nanna di Girolamo Kapsberger (1580 - 1671), compositore e liutista nato a Venezia, ma attivo a Roma alla corte di Urbano VIII.

Grande virtuoso dello strumento e probabilmente insegnante di Girolamo Frescobaldi, Kapsberger rappresenta uno spartiacque tra la musica e la tecnica liutistica del Rinascimento e il nuovo stylus phantasticus del Barocco, e più di ogni altro, a mio avviso, incarna nella musica quello spirito di innovazione e di meraviglia che Caravaggio rappresenta per la pittura.

 

– Diego Cantalupi

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